VERBALE RIUNIONE COM.IT.ES
8 Aprile 2008
La seduta ha luogo il giorno 8 Aprile 2008 presso la sede del COM.IT.ES – 870 Market Street - San Francisco. Ha inizio alle ore 18.15.
Sono presenti: il Console Generale, dr. Roberto Falaschi, il Vice Console, dr.Marcello Curci, John Adamo, Romana Bracco, Andrea Balsamo, Jeff Capaccio, Mario Fusco, Silvia Gardin-Fredrick, Gino Lazzara, Carlo Mannocci, Giovanni Nardi, Alfeo Silvestri, Paolo Veronese.
Sono assenti giustificati: Romano Della Santina, Giuseppe Spinoso e Margherita Stefani.
O.d.G.
1. Pubblicita’ elettorale;
2. Varie ed eventuali.
Il Presidente, Romana Bracco, apre la seduta dando il benvenuto a tutti. Informa i presenti che, in accordo alla decisione presa con il Direttivo, il conduttore della riunione sara’ il Vice Presidente, Gino Lazzara, visto che l’oggetto di questa riunione straordinaria e’ l’operato della signora Bracco riguardo l’invio di pubblicita’ elettorale. La signora Bracco ringrazia il vice presidente per aver accettato di condurre la riunione.
Il Vice Presidente chiede quindi alla sig.ra Bracco di voler spiegare l’accaduto. La signora Bracco, porgendo le proprie scuse per quanto e’ successo, dichiara di prenderne la piena responsabilita’. Continua, sottolineando il fatto che a volte, motivati unicamente da spirito di generosita’, si rischia di incorrere in sbagli umanamente possibili. Quando il signor Vincenzo Arcobelli le ha chiesto un aiuto per la campagna elettorale, lei, come Romana Bracco e non come Presidente del Comites, si e’ offerta di appoggiarlo. Il medesimo aiuto era stato dato a John Adamo, quando questo consigliere le aveva richiesto un appoggio per la candidatura del 2006. Se la stessa richiesta le fosse stata fatta da altri candidati, lei avrebbe dato la medesima risposta. Passa quindi ad illustrare come sono avvenuti i fatti: “ Il pacco contenente i volantini elettorali del candidato Arcobelli, e’ pervenuto erroneamente al Comites e, per un malinteso e un comportamento di riflesso condizionato, i primi 60 volantini, in ordine alfabetico, sono stati spediti con il mittente Comites. Appena rilevato l’accaduto, sono immediatamente intervenuta, inviando una lettera ai destinatari dei 60 volantini, il 31 marzo 2008”. La lettera viene letta e qui di seguito trascritta:
“ Per un errore materiale nei giorni scorsi
sono stati inviati sessanta opuscoli a favore del candidato Vincenzo Arcobelli.
Poiche’ in essi appare quale mittente il Comites di San Francisco, saro’ grata
al destinatario della presente comunicazione per voler considerare l’inoltro dell’opuscolo
come inviato dal candidato stesso e non dal Comites e quindi annullandone il
carattere ufficiale.
Aggiungo che dette spedizioni sono avvenute a spese del
candidato e non del Comites, mentre la sottoscritta ha pagato per il lavoro
della persona che ha provveduto alla spedizione di 793 opuscoli, dei quali i
primi sessanta, per errore, inviati con l’etichetta Comites.
Mi scuso per il disguido.
Cordiali saluti.
Romana Bracco
Presidente Comites
San Francisco”
“Ho anche immediatamente riportato il fatto al Console Generale, prosegue il Presidente, e forse ho mancato nel non informare tempestivamente tutti i consiglieri. Se John Adamo mi avesse telefonato, invece di creare un incomprensibile circolo vizioso di corrispondenza, sarebbe stato un comportamento decisamente piu’ consono al ruolo che lui riveste nel Comites”. Il consigliere Adamo risponde affermando che la sua email del 28 marzo e’ stata inviata solo ai consiglieri Comites, al Console e al Vice Console. Il Presidente ribatte dimostrando che l’email in questione risulta inviata in copia ad altre persone. Il consigliere Carlo Mannocci esibisce la stampa dell’email inviata da John Adamo in cui risulta la prova che l’email e’ stata indirizzata a Giulio Palma (email: palma@passporttoitaly.net) e Rino Bertini (bertinitravel@yahoo.com) che non sono membri del Comites con il seguente titolo: “Aiutami con questo”. Tale email risulta inviata a queste persone alle ore 05.08 e solo in seguito trasmessa ai consiglieri alle 14.34 del 28 marzo 2008.
Il vice presidente si stupisce del fatto che John Adamo, nonostante quanto e’ stato piu’ volte ribadito a livello di correttezza professionale nelle varie riunioni e cioe’ che le prime persone che devono essere contattate sono i consiglieri del Comites, continua ormai da tempo a perseverare con questo comportamento, come ci fossero due Comites, il Comites del signor Adamo e il Comites ufficiale, comportamento di cui ora chiede pubblicamente una spiegazione. John Adamo risponde che e’ stato un errore. Gino Lazzara fa notare quindi il fatto che se l’invio di un’email prima a persone estranee al Comites e poi ai consiglieri e’ da considerarsi solo un errore, la spedizione dei 60 opuscoli non e’ anche questa da considerarsi un errore? Carlo Mannocci interviene nuovamente chiedendo il perche’ il giornalista Domenico Mancini di Detroit, che non fa neppure parte della giurisdizione di San Francisco, dichiara in un’email che sono stati inviati “migliaia di opuscoli” prima ancora di appurare la veridicita’ dalla fonte ufficiale. Non era il caso, continua il consigliere Mannocci, che John Adamo inviasse l’opuscolo da lui ricevuto dal Comites al signor Mancini, opuscolo che riporta chiaramente il codice postale dell’abitazione di John Adamo. E se anche questo e’ un altro sbaglio del consigliere Adamo, adesso meriterebbe che qualcuno andasse a riportare a tutti i giornali questo sbaglio, come ha fatto lui nei confronti del Presidente del Comites.
Prende la parola la signora Bracco, riportando il fatto che la sua email del 31 marzo, in cui si convocava la riunione straordinaria dell’8 aprile, inviata solamente ai consiglieri, al Console Generale e al vice Console, e’ stata trasmessa ad altre persone, lontane dalla nostra circoscrizione, che si sono permesse di dare ogni sorta di risposte come fossero delle autorita’ che stabiliscono la legge per tutti. Interviene il segretario Balsamo chiedendo spiegazioni a John Adamo su un altro fatto. Lui si trovava a Washington il giorno in cui il Presidente aveva appena inviato la convocazione per la presente riunione straordinaria; lui stesso non l’aveva ancora ricevuta, mentre il sig. Mancini a Detroit ne era gia’ al corrente. Il signor Adamo risponde che non ne sa nulla e che bisognerebbe chiederlo al sig. Mancini.
Il consigliere Adamo chiede quale elenco e’ stato utilizzato per l’invio degli opuscoli del candidato Arcobelli. Il Presidente risponde che chiunque sia coinvolto nella campagna elettorale ha diritto ad avere l’elenco dei registrati che e’ riportato su un “dischetto” e che anche John Adamo ha ricevuto a suo tempo, quando si era presentato come candidato. Il consigliere Adamo chiede inoltre quali fondi sono stati impiegati per l’elenco dei registrati presso il Comites. Il Presidente risponde che tale elenco era stato creato e donato dall’ ex consigliere, Davide Brocchetto, a sue proprie spese. E’ implicito il consenso di utilizzare gli indirizzi, in quanto sono registrazioni volontarie.
Nel momento in cui il consigliere Jeff Capaccio chiede a John Adamo dove vuole arrivare con questa inchiesta, il consigliere Adamo, gli risponde che lui e’ cittadino italiano, a differenza del consigliere Capaccio che non lo e’, e quindi ha il dovere di rilevare eventuali violazioni della legge.
Interviene il consigliere Mannocci, dicendo che secondo quanto il consigliere Adamo ha scritto in una sua email, in cui si citava anche il Pubblico Ministero, il reato della signora Bracco non e’ un reato ma solamente un errore. Infatti la signora Bracco ha confermato di aver usato l’elenco del Comites ma di non aver mai inviato un ulteriore elenco al signor Arcobelli. La signora Bracco non ha nessun interesse personale in questa faccenda, come non ha avuto nessun interesse personale nell’aiutare il consigliere Adamo nella sua campagna elettorale di due anni fa, cosa quest’ultima che viene confermata da John Adamo.
Il Console Generale prende la parola riferendo che la signora Bracco e’ stata immediatamente convocata in Consolato in una riunione in cui era presente anche il suo vicario, riunione in cui e’ stato verificato l’errore, ammesso dalla signora Bracco, e conseguentemente riportato all’Ambasciata. Il dr. Falaschi ha inoltre risposto al messaggio del consigliere Adamo, in cui reputava che i membri del Comites dovessero essere edotti sul problema, e che l’idea del consigliere Adamo di convocare un’ apposita riunione del Comites gli sembrava una decisione corretta.
Il Console Generale desidera ora far riferimento ad una precedente riunione del Comites, in cui era stato “invitato” dal consigliere Adamo a “mettere per iscritto” un commento da lui sollevato.” Questo precedente commento, prosegue il dr. Falaschi, nasce dal fatto che e’ stato sollevato un problema di una causa che PassporttoItaly ha intentato contro Tiffany Altieri e che ha portato il dr. Falaschi a chiedersi se eticamente non ci fosse una certa incompatibilita’ tra i motivi della causa e l’appartenenza del consigliere Adamo al Comites. Per questa causa, il Console e’ stato personalmente coinvolto, per passate procedure interne del consolato, sia su richiesta dell’avvocato che del magistrato. Quindi si e’ in seguito interessato al risultato della sentenza, che e’ una sentenza di condanna di risarcimento delle spese legali. La sig.a Tiffany era la convenuta, mentre gli attori erano John Adamo, Maurizio Orlando e Giulio Palma. Le tre persone erano difese dall’avvocato Adamo che era attore e difensore allo stesso tempo. Il consigliere Adamo interviene e dichiara che la sentenza e’ falsa. Il Console esibisce la sentenza e chiede se vuole che venga letta. Il consigliere Adamo risponde in modo affermativo e, su mozione del Vice Presidente, i consiglieri votano di darne pubblica lettura. Il Console passa alla lettura della sentenza.
Il consigliere Adamo asserisce che quanto letto non e’ una sentenza ma solo una mozione su cui si puo’ far ricorso entro 60 giorni. Viene richiesto il parere dell’avv. e consigliere Capaccio che riferisce che e’ una mozione ma che e’ diventata sentenza finale sulla causa. La causa e’ stata estinta e c’e’ un ordine del Tribunale in cui si devono risarcire le spese giudiziare e dell’avvocato. Cio’ che dice il Giudice e’ che non ci sono le premesse legalmente sufficienti per promuovere una causa di diffamazione, in quanto e’ stato espresso un parere e non un fatto. Il Console Generale interviene asserendo che il Tribunale esprime un parere su fatti che sono stati reali, in quanto la signora Tiffany Altieri raccontava cose che in Consolato sono state appurate e di cui e’ stata debitamente informata la Procura della Repubblica di Roma. Il Console ha reputato che ci fosse una base di illegalita’ nelle pratiche che si sono svolte in Consolato e, su richiesta di alcuni consiglieri, dichiara che sono stati emessi passaporti a persone non aventi diritto e quindi da lui stesso annullati. E poiche’ il consigliere Adamo nega di aver fatto parte ne’ di far parte di PassportToItaly, il consigliere Silvestri interviene dichiarando che, allettato dall’idea di ottenere la cittadinanza per i suoi figli e nipoti, ha incontrato un anno fa il signor Adamo con altre persone nell’ufficio di PassportToItaly per chiedere il costo per il rilascio dei passaporti. Visto che si trattava di una cifra esorbitante, ha preferito temporeggiare e pensare di rivolgersi al Consolato. Poco tempo dopo ha ricevuto una telefonata dal consigliere Adamo in cui gli proponeva uno sconto del 50% sulla cifra inizialmente richiesta. Il consigliere Adamo nega di aver fatto mai parte di questa societa’, mentre esiste un biglietto da visita con il suo nome e l’indirizzo email: adamo@passporttoitaly.net.
Il Console ribadisce, come disse a suo tempo, il fatto che esisteva un’ incompatibilita’ del consigliere Adamo fra l’appartenenza a PassportToItaly e il suo ruolo di consigliere del Comites. Il vice presidente fa notare che il consigliere Adamo da un anno a questa parte, per ragioni sue personali, ha iniziato a fare dell’ostruzionismo verso l’operato del presidente e del Comites e pertanto Gino Lazzara non vede la possibilita’ che, nel futuro, avvenga, cio’ che ha augurato il Console Generale e cioe’ che il Comites possa finalmente ritornare ad essere operativo. Da un anno a questa parte, per causa del signor Adamo che si batte contro il Comites, sono state perse ore di lavoro inutilmente per un totale che potrebbe calcolarsi in migliaia di dollari, senza produrre nulla di positivo per la comunita’ italiana. Per tali ragioni rassegna ufficialmente le proprie dimissioni dal Comites di San Francisco come protesta contro il signor Adamo, in quanto si sente offeso dalle falsita’ e dal comportamento dello stesso; nonostante le promesse fatte piu’ volte da John Adamo di osservare una certa correttezza all’interno del Comites, queste promesse non sono state mai da lui mantenute.
Prende la parola il Vice Console, Marcello Curci, ribadendo che il problema sollevato dell’eventuale incompatibilta’ del sig. Adamo con la carica di consigliere del Comites, come pure la sua eventuale dimissione, e’ di natura etico-morale e non giuridica, in quanto la legge in proposito non prevede dette fattispecie. Inoltre ricorda al Consigliere Adamo che i rapporti tra Comites e Consolato sono tenuti dal Presidente e dal Console Generale e trova pertanto scorretto che un singolo Consigliere si rivolga piu’ volte via e-mail peraltro indirizzata a diversi destinatari, ad un funionario del Consolato.
Il consigliere Fusco desidera fare una mozione nel considerare l’indagine della “pubblicita’ elettorale” e il conseguente invio dell’email, “caso esaminato e ufficialmente risolto”.
Prima di passare alla mozione suggerita dal consigliere Fusco, il Console dichiara che scrivera’ all’Ambasciata il fatto accaduto. Riportera’ quando segue: un membro del Comites ha rilevato il problema della pubblicita’ elettorale; il presidente del Comites aveva gia’ preso un provvedimento quando il caso e’ stato appurato e che per quanto gli concerne il caso e’ chiuso. La mozione viene votata in favore da tutti i presenti, tranne dal signor Adamo.
Il signor Lazzara esprime il desiderio di fare una mozione di fiducia verso il presidente del Comites, Romana Bracco. Viene votata in favore da tutti, tranne dal signor Adamo.
Il vice presidente richiede inoltre un’altra mozione: una mozione di sfiducia morale nei confronti del consigliere Adamo. La mozione viene approvata da tutti i consiglieri presenti, tranne il consigliere Adamo.
La seduta viene tolta alle ore 20,15.